Articoli tratti dal Bollettino del D.A.C.I.

I PRIMI QUATTRO MESI DEL DOGO ARGENTINO

Appena nato il cane risulta cieco e sordo, unico senso su cui può fare affidamento è il tatto e soltanto in seguito l' olfatto. I progressi nello sviluppo sono tuttavia piuttosto rapidi, infatti al termine delle prime quattro settimane di vita il cucciolo ha già capacità cognitive molto vicine a quelle del cane adulto, sarebbe infatti già in grado di imparare a sedersi a comando. Questa sbalorditiva capacità di crescita è un arma a doppio taglio, esistono infatti dei periodi ben precisi in cui il neo cane deve fare determinate esperienze, pena l' incapacità di affrontare correttamente ciò che vivrà nelle fasi successive del suo sviluppo fisico e mentale. Parlando del periodo migliore in cui prendere un cucciolo, si sente spesso dire che questo dovrebbe essere uguale o di poco superiore ai 70 giorni. La ragione di questa affermazione è data dal fatto che fino all' ottava settimana, dato soggetto a piccole variazioni in base alla taglia del cane, deve verificarsi correttamente il processo di socializzazione intraspecifica. Tale aspetto permette al cucciolo di riconoscersi come appartenente ad una data specie. Konrad Lorenz definì tutto questo con il nome di imprinting, secondo i suoi studi condotti sulle anatre tra il 1935 e il 1938. La scelta di questi animali, a suo parere molto più vicini all' uomo da un punto di vista comportamentale, lo mise nella condizione di sostituirsi alla madre naturale, in questo modo comprese che i piccoli lo ritenevano fonte di informazioni utili alla loro sopravvivenza. Indicativa è una foto di quel periodo in cui lo studioso è in acqua con uno dei pennuti, per insegnargli a nuotare. Il termine imprinting non trova una reale traduzione italiana, anche se ciò che più si avvicina alla definizione corretta, può essere “ricevere un impronta” o “essere improntati”. Proprio come quando si lascia un impronta sul terreno fangoso e questa racchiude in se tutti i particolari della parte del corpo del individuo che l' ha lasciata, allo stesso modo il processo di imprinting raccoglie tutte le sfumature presenti per favorire la corretta crescita dell' individuo, come se questo fosse il substrato che accoglie l' impronta. Un aspetto non meno interessante di quello finora descritto, riguarda la ricerca da parte del soggetto imprintato di partner sessuali all' interno della stessa specie alla quale ritiene di appartenere.

Considerando che per una buona parte del periodo del imprinting il cucciolo trascorre tempo sufficiente con i suoi simili per ritenerli tali, possiamo dedurre che esso sappia benissimo di non appartenere alla nostra specie. Non può pertanto aspettarsi manifestazioni comportamentali lupesche o canine da parte dell' uomo, poiché sarebbero innaturali o quanto meno strane.

Sempre nei primi 70 giorni, le attività ludiche svolte con i fratellini mettono il cucciolo nella condizione di imparare a leggere le varie posture, sperimentando laddove possibile, con l' aiuto di cani adulti equilibrati, cosa può portare il non rispetto di alcuni segnali. Questa grande capacità di osservazione, lo renderà in grado di stupire l' essere umano. Un esempio può essere dato dalle grandi doti interpretative degli atteggiamenti posturali dell' uomo, i quali permettono al cane di comprendere determinati stati d' animo senza che questi vengano manifestati apertamente. Il racconto che sento più spesso riguarda il rientro del proprietario a casa, quando questo accade unitamente alla scoperta di una pipì indesiderata, il narratore insiste sul fatto che pur non avendo emesso verbo, appena il giovane cane lo vede tende a manifestare posture legate alla paura. Da ciò quasi tutti deducono che il cucciolo sia consapevole di aver sbagliato, ma che continui a manifestare questo comportamento per dispetto. Magari perché viene lasciato solo per qualche ora. Diviene mia premura far intendere al proprietario, che malgrado noi esseri umani diamo un peso maggiore alla comunicazione verbale, per il cane è molto più esplicativo un irrigidimento dei movimenti che non sentirsi chiedere che cosa abbia combinato. Inoltre tale irrigidimento è sintomo dell' arrivo della sgridata, che però viene associata alla presenza di urina e non al gesto che l' ha prodotta. Ragion per cui se il proprietario vuole essere efficace, dovrà premurarsi di sgridare il cucciolo mentre fa pipì fornendogli subito dopo un' alternativa valida, solo così l' animale potrà capire realmente che sporcare in casa non è corretto.

Tornando alle fasi di sviluppo è possibile dire che dall' ottava settimana di vita, fino alla dodicesima ed oltre, nel caso delle taglie più grandi come il Dogo Argentino, ci troviamo di fronte ad un periodo che solitamente rende ancora più saldo questo potere interpretativo. Il periodo di cui sto parlando viene definito di socializzazione interspecifica, ovvero della conoscenza di tutte le specie proposte al cane che esulino dalla sua. Questo aspetto lo rende ancora più consapevole che non tutto ciò che vive e che lo circonda è un cane. In questo periodo viene reso evidente un aspetto che solitamente condiziona tutta la vita del cane, infatti le variabili conosciute in questa fase della vita resteranno per sempre tali. Far incontrare esseri umani simili tra loro all' animale, non vorrà purtroppo dire averlo reso capace di ritenere positivi anche gli incontri con bambini, con persone che camminano con l' ausilio di stampelle o bastoni o con persone che hanno un colore della pelle diverso dal nostro.

Se si desidera rendere il cane socievole al 100% con le altre specie, sarà non solo importante ma addirittura fondamentale proporgli ogni tipo di variabile. Questo dovrebbe renderci ancora di più nota la capacità del cane di scorgere non soltanto differenze tra le varie specie, ma addirittura all' interno della medesima.

Dalla dodicesima alla sedicesima settimana, solitamente si assiste a quella che viene definita socializzazione ambientale. In questo periodo, lo stesso tipo di processo manifestato per socializzazione primaria e secondaria, viene espresso in relazione all' ambiente anziché ai cani o ad altre specie. In sostanza gli odori, i rumori le situazioni, divengono tutte estremamente importanti. Più ambienti, con le relative caratteristiche, il cane potrà vedere e conoscere, meno risulterà preoccupato in seguito da tutto ciò che lo circonderà.

Purtroppo la condizione maggiormente diffusa, riguarda il divieto quasi totale da parte di alcuni veterinari nel consentire al proprietario di portare il cane fuori dall' ambiente domestico, prima che questo abbia terminato tutto il ciclo delle vaccinazioni. Malgrado la prima preoccupazione del veterinario sia ovviamente la salvaguardia della salute del cucciolo, questo porta spesso a creare non volutamente individui scarsamente socializzati, che purtroppo porteranno con loro questo problema per tutta la vita. Fortunatamente però esistono situazioni che preservano la salute fisica e quella mentale.

Per esempio rivolgersi ad un professionista serio, manifestando interesse per un valido e personalizzato programma educativo, mirato anche alla socializzazione a 360°, pone il proprietario in una condizione di tranquillità, legata prevalentemente al fatto che tutti i cani che accedono ad una struttura valida devono dimostrare di aver seguito il corretto iter sanitario.

Qualora però non vi fosse interesse per il percorso educativo, malgrado questo possa consentire di crescere nel modo più corretto un cucciolo, esiste sempre l' opportunità di far osservare al cane ambienti e situazioni, pur facendolo permanere all' interno di un trasportino. Questo limiterà il rischio di eventuali contagi e permetterà al tempo stesso al soggetto in questione di prendere un po' più di confidenza con gli ambienti non prettamente domestici.

Le informazioni derivanti da tutti i sensi, forniscono per costituire un quadro generalmente completo dell' ambiente circostante, offrendo così tutte le sfaccettature atte alla conoscenza di un luogo.

Immaginiamo solo per un momento di avere queste capacità e di trovarci catapultati dal tranquillo e poco caotico ambiente domestico, al assordante e puzzolente ambiente cittadino … piuttosto traumatico non trovate? Eppure accade proprio questo. Il cane si trova immerso nel caos più totale, appena seguita la profilassi dei vari vaccini, non sapendo assolutamente come gestire la situazione. Quando viene avvicinato a questi stimoli in modo graduale e soprattutto nel periodo giusto, diviene in grado di affrontare questo processo senza limiti, quando però questo periodo è vicino al termine o addirittura è già concluso, tutto diviene più complesso e spaventoso. Purtroppo esistono traumi che segnano il cane per tutta la vita e che a volte, senza l' intervento di un professionista, la condizionano al punto da impedirgli di svolgere le attività considerate normali.

Queste tre fasi sono le più discriminanti per quanto riguarda la crescita mentale del cane. La giusta attenzione ai dettagli in questo periodo fa la differenza tra un animale che supera suo malgrado ciò che gli viene proposto ed uno che affronta qualsiasi situazione con la serenità di chi ha già visto quello che serve.

Un Dogo non può essere un buon Dogo, se prima non è divenuto un buon cucciolo.


AUTORE: Moreno Sartori - M&M Dogs Trainers